Sunday, February 22, 2009

From Carmilla on-line

I recently came across an archived write-up of Pandora's Box, which was posted to Carmilla on line, an Italian blog devoted to dissident literature and the imagination. This recent blog was titled "Oblique visioni (dall'estrema sinistra) 2," and it contains short entries on various classic films. Here's what Carmilla on line had to say about Pandora's Box, which is called Lulu in Italy:

36-Lulù di Georg Wilhelm Pabst, Germania 1928
La vamp fatale all’ennesima potenza: dai romanzi di Wedekind, Pabst trae la tragica vicenda di Lulù, bellissima donna attorniata da uomini allupatissimi e amata financo da una donna, cosa che sugli schermi mai era accaduta. Lulù provoca, in un crescendo melodrammatico, disperazione (e morte) in padri e figli, amici e protettori, tutti incapaci di resistere al suo proverbiale fascino, fino al tragico epilogo quando, dopo romanzesche e complicate avventure (un po’ noiose, tutto sommato), finisce a prostituirsi a Londra e ha il suo primo (e ultimo) incontro mercenario (anche se nella fattispecie rifiuta il denaro e lo fa per carenza d’amor) con il giulivo Jack lo Squartatore. Il nonno degli odierni serial killer, disorientato da cotanta disponibilità, sembra sul punto di cedere, ma poi la sua natura (come lo scorpione wellesiano) prevale e la bella dama, assetata d’amore e altro, viene accoltellata in un raptus inarrestabile. Che dire? La serata era iniziata pessimamente: il Lumière era riuscito a creare un piccolo evento portando il sommo poeta Sanguineti a discettare sul destino di questa femme fatale un po’ zoccola. Chiaramente, siccome la sfiga ci vede benissimo e prende la mira anche al buio, dalla Cineteca Nazionale è arrivata una copia de I bambini ci guardano e non della Lulù: disperazione e stridore di denti! La gran folla convenuta è stata ammansita con prossimamente vari e cine-Chiambretti, finché non è pervenuta una copia videoregistrata del film di Pabst e non si è proceduti a una videoproiezione, francamente non meno godibile (quanto a qualità dell’immagine) dello standard delle pellicole di settanta anni fa. Purtroppo l’operazione d’immagine non ha funzionato: la proiezione è iniziata con più di un’ora di ritardo e, alla fine, Sanguineti ha parlato solo per cinque minuti. Peccato: il film, anche se in certi momenti è sbrodolato e tedioso, ha momenti molto belli e Louise Brooks appaga la mia curiosità di verificare quanto il mito rispondesse a realtà. Era proprio una bella gnocca. (Cineclub Lumière; 28/2/98)

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